Il vero fascismo non è prendere a manganellate chi la pensa diversamente. Il vero fascismo è la normanità dell'odio; tanto normale da non sembrare nemmeno più odio ma solo un'opinione come un'altra. In questo l'Italia è rimasta un paese fascista.


sabato 14 luglio 2012

Jack White - Blunderbuss

Jack White - Blunderbuss
[Third Man/XL Recordings, 2012]

Non sono mai stato un fan degli White Stripes (il loro Seven Nation Army in bocca ai trogloditi tifosi di calcio di mezzo mondo mi fa venire l’orticaria ancora oggi) ma solo quel genialoide di John Anthony Gillys, meglio noto come Jack White, poteva mettere in un immaginario shaker  il jazz di Herbie Hancock, l’hard rock dei Led Zeppelin, il country di Nashville, l’R&B degli anni ‘70s, l’elettronica, i canti dei negri nei campi di cotone, miscelare energicamente il tutto e versare nelle nostre orecchie un cocktail lungo una quarantina di minuti e dai caleidoscopici sapori.

Non un pezzo sbagliato, con Missing Pieces, Love Interruption, Blunderbuss e Hypocritical Kiss che toccano vette difficilmente raggiungibili.

Buon ascolto.

venerdì 13 luglio 2012

Paul Weller @ Castello Sforzesco, Vigevano (Pv)


Storica e un po’ decadente location quella di “10 giorni suonati!”, il festival organizzato dal comune di Vigevano presso il locale Castello Sforzesco.

Ieri sera quasi due ore di concerto per il cinquantaquattrenne Modfather, tra alti e bassi.
L’inizio da finto gggiovane con brani dagli ultimi due lavori mi è parso abbastanza svogliato e Weller sembrava facesse finta di suonare la chitarra.
Si è iniziato a ragionare dopo una ventina di minuti quando l’ex Style Council si è seduto al piano elettrico e ha intonato una suggestiva versione di Stanley Road in stile blaxploitation. Altro buon momento il dub di Study In Blue.
Si sono quindi alternati brani nuovi (poco riusciti e ancora meno convincenti visto la poca partecipazione del pubblico) e vecchi (eseguiti con tutt’altro impegno e trasporto e premiati da lunghi applausi dei non numerosi presenti).
Veramente riuscite le esecuzioni di Foot Of The Mountain, Whirlpool’s End e The Changingman.
Nei bis hanno trovato spazio anche altri tre brani dei Jam e In The City è stata salutata con un’ovazione.

Tutto sommato un buon concerto, Weller si spende molto e rimane un grande animale da palcoscenico sicuramente più convincente nella sua versione live che studio - e i ben 7 album live pubblicati in vent'anni di carriera solista ne sono la lampante testimonianza - ma dovrebbe rivedere la setlist (*), ché il pubblico sembra rimanere abbastanza freddo ai suoi ultimi lavori ma gradire sempre moltissimo il suo repertorio classico.

Aloha.

(*)
1) Wake Up The Nation [Wake Up The Nation]
2) 22 Dreams [22 Dreams]
3) Moonshine [Wake Up The Nation]
4) Kling I Klang [Sonik Kicks]
5) Into Tomorrow [Paul Weller]
6) Stanley Road [Stanley Road]
7) That Dangerous Age [Sonik Kicks]
8) The Attic [Sonik Kicks]
9) From The Floorboards Up [As Is Now]
10)  Start! [The Jam – Sound Affects]
11)  Pieces Of A Dream [Wake Up The Nation]
12)  Fast car / Slow Traffic [Wake Up The Nation]
13)  Around The Lake [Sonik Kicks]
14)  Study In Blue [Sonik Kicks]
15)  Dragonfly [Sonik Kicks]
16)  You Do Something To Me [Stanley Road]
17)  Foot Of The Mountain [Wild Wood]
18)  Drifters [Sonik Kicks]
19)  Paperchase [As Is Now]
20)  Echoes ‘Round The Sun [22 Dreams]

Bis:
21)  Broken Stones [Stanley Road]
22)  All I Wanna Do (Is Be With You) [22 Dreams]
23)  Art School [The Jam – In The City]
24)  In The City [The Jam – In The City]
25)  The Changingman [Stanley Road]

Bis 2:
26)  Town Called Malice [The Jam – The Gift]

mercoledì 11 luglio 2012

White Manna - White Manna

White Manna - White Manna
[Holy Mountain, 2012]

Space rock psichedelico con influenze krautrock di ottima fattura proposto da questa nuova band californiana formata da David J, Johnny Webb, Nate Clement e Tavan Anderson per i tipi della Holy Mountain.

Cinque brani per una durata totale che non arriva ai 40 minuti ma di grande impatto e intensità: Stooges, Wooden Shjips, The Doors, CAN, Spacemen 3, Alphastone, Hawkwind tutti insieme lisergicamente...

Al momento uno degli album targati 2012 che mi piace di più, caldamente consigliato.

Buon ascolto.

lunedì 18 giugno 2012

Trancio di pesce persico croccante su salsa di peperoni


Il mio pranzo di oggi.

Ingredienti : 4 tranci di pesce persico da circa 150 gr. cad., peperoni rossi 300 gr., cipolla bianca 50 gr., rosmarino, salvia, maggiorana, timo, origano, bacche di ginepro, pepe nero in grani, semi di sesamo, 2 foglie d’alloro, 4 fette di pancarré, burro 30 gr., olio evo 50 gr., sale e pepe q.b.

Preparazione : tritare finemente con un trita spezie rosmarino, salvia, maggiorana, timo, origano, bacche di ginepro, pepe nero in grani. In un mixer tritare grossolanamente il pancarré, quindi mischiare il pane, le erbe aromatiche e i semi di sesamo in una pirofila.
Lavare, mondare, fare a tocchetti i peperoni, quindi farli cuocere a fuoco vivo con 2 cucchiai d’olio e l’alloro per circa 15 minuti poi frullarli dopo avere tolto l’alloro. Passare la crema a un colino con le maglie strette in modo da separare i residui delle bucce. Tenere da parte la crema ottenuta.
Panare i filetti di persico e farli ben dorare su tutti e due i lati in un tegame con il burro e l’olio rimasto.
Mettere la salsa di peperoni a specchio sui piatti individuali e porvi sopra i tranci di pesce, guarnire con qualche rametto di timo o maggiorana, un filo d’olio evo e servire.

Buon appetito.

martedì 12 giugno 2012

Patti Smith - Banga

Patti Smith - Banga
[Columbia, 2012]


Otto anni, otto lunghissimi anni in cui “la vecchia” non ha tirato fuori un album di canzoni originali e ha continuato a rimestare dal vivo - con alterne fortune, dalla sciagurata collaborazione con gli aretini de “La Casa del Vento” all’eccelso concerto tenuto alla Salle Pleyel  di Parigi nel gennaio del 2011, forse il suo migliore a cui ho presenziato in più di trent’anni di militanza tra i suoi più sfegatati sostenitori - il proprio repertorio.

Devo onestamente dire che le aspettative non erano molto alte ché April Fool, il singolo scelto per promuovere l’imminente uscita dell’album, era una canzonetta che, a parte il grande lavoro chitarristico di Tom Verlaine, non lasciava il segno anzi faceva intravedere cupi orizzonti artistici.
“Banga”,  invece, si rivela uno dei migliori, forse il migliore, album che la sessantaseienne artista di Chicago ha pubblicato dopo il suo ritorno sulle scene nel 1988.

12 sono i brani che lo compongono, 11 originali e la cover di After The Gold Rush di Neil Young.

Spiccano, secondo le mie modestissime orecchie, Fuji-San (potenziale singolo di sicuro successo scritto insieme a Lenny Kaye), la title track Banga (dedicata al cane di Ponzio Pilato e che vede ai tamburi Johnny Depp), Maria (bellissima ballata scritta insieme al bassista Tony Shanahan e dedicata all’attrice Maria Schneider che Patti conobbe a Parigi nel 1976), Mosaic (brano dal sapore mediorientale scritto con il dandyssimo batterista Jay Dee Daugherty che qui si esibisce anche in un pregevole assolo al mandoloncello), Tarkovsky (The Second Step Is Jupiter) (dedicata al regista russo su base musicale di Sun Ra e con il figlio Jackson che si produce in un malatissimo assolo), Nine (che sfoggia un immenso Tom Verlaine a tessere il suo inconfondibile tappeto chitarristico), Seneca (splendida ninna-nanna dedicata al figlio del suo amico e regista Steven Sebring) e Constantine’s Dream (ispirato da un affresco di Piero della Francesca e che raggiunge la tensione di Radio Ethiopia/Abyssinia).

Una curiosità, “Banga” è stato pensato e pianificato da Patti Smith e Lenny Kaye durante una crociera a bordo della Costa Concordia nel marzo del 2009.

Buon ascolto.

giovedì 24 maggio 2012

AA. VV. - Secret love Vol. 3



Delicatissima colonna sonora che mi ha alleviato la noia di dovermi occupare di scartoffie domestiche per tutta la mattinata.

Folk/elettronica con qualche spruzzatina di jazz condita in salsa lo-fi di facile ascolto e ruffiana quanto basta per renderla molto gradevole.

Tra le 18 tracce spiccano “Do not as i do” cantata dalla scintillante voce di Hanne Hukkelberg, la krauta e strumentale “Cassettesingle” del duo Fujiya & iyagi, la bizzarra “Icicles and snowflakes” di Inch-time, le ipnotiche “Peace for peace” di Vincent Dalschaert e “You feel me” di Mike Milosh e la versione acustica di “Crosses” (già presente su “The garden” degli Zero7) cantata dall’impeccabile Josè Gonzales.
Unica pecca l’urticante “I’m yours” di Mocky.

Buon ascolto.

domenica 20 maggio 2012

Ossobuco con piselli e risotto allo zafferano


Continua la mia opera di cuciniere conto terzi.
Complice un clima non propriamente primaverile, ecco la mia ultima fatica ai fornelli.

Ingredienti (per 4 persone)
Per gli ossibuchi :  4 ossobuco di vitellone (tra i 3 e 4 cm. di spessore), piselli sgusciati 500 gr., burro 50 gr., olio evo 2 cucchiai da tavola, farina 00 q.b., doppio concentrato di pomodoro 2 cucchiaini da caffè, brodo vegetale 500 ml., salvia 5 foglie, sale e pepe.
Per il risotto : riso carnaroli 400 gr., zafferano in pistilli 2 gr., brodo vegetale 1 litro, burro 30 gr., olio evo 2 cucchiai da tavola, parmigiano reggiano grattugiato 4 cucchiai da tavola, sale.

Preparazione
Ossibuchi
: Infarinare gli ossibuchi e farli soffriggere a fuoco vivo in una capiente padella con la salvia, l’olio e il burro per una decina di minuti. Salarli e peparli.
Aggiungere il doppio concentrato di pomodoro diluito in un poco di brodo e cuocere per altri 5 minuti.
Aggiungere brodo fino ad arrivare alla metà degli ossibuchi e proseguire la cottura a fuoco moderato per circa 75 minuti avendo cura di girarli ogni 15 minuti. Tenere il tegame coperto in modo che il sugo non si asciughi troppo, nel caso aggiungere altro brodo.
Aggiungere i piselli precedentemente bolliti e cuocere per ancora 15 minuti.
Gli ossibuchi sono pronti.
Risotto : In una casseruola fare sciogliere il burro e due cucchiai d’olio e tostare il riso quindi iniziare ad aggiungere un paio di ramaioli di brodo. Proseguire la cottura aggiungendo un po’ di brodo alla volta.
In una tazzina mettere a bagno i pistilli di zafferano con un po’ di brodo caldo.
A ¾ della cottura aggiungere lo zafferano e la sua acqua d’ammollo e portare a cottura.
Mantecare con il parmigiano e fare riposare coperto per un paio di minuti. Se dopo il riposo il risotto non dovesse risultare abbastanza morbido aggiungete pochissimo brodo caldo.

Buon appetito.

venerdì 18 maggio 2012

domenica 13 maggio 2012

Japan - Oil On Canvas



L’interpretazione di David Sylvian, oppiaceo crooner dalla voce indolente, è al suo zenith, la ritmica di Steve Jansen è essenziale e metronomica, le linee del fretless di Mick Karn si insinuano sotto la pelle come una torbida passione,  le tastiere di Richard Barbieri stendono una tenue coltre come la nebbia sul Chang Jiang e le note della chitarra di Masami Tsuchiya sono affilate lame che torturano con sapienza.

Decadente, elegante, pigro, raffinato, cosa di meglio per compensare la piovosa e  loffia domenica milanese?

Buon ascolto.

p.s.: ora che la Polaroid ha smesso di produrre anche le pellicole, i gentiluomini con che cosa scatteranno le loro fotografie?

martedì 8 maggio 2012

Spaghetti alla puttanesca


Continuo a cucinare conto terzi.
Devo essere un po' masochista, cucino e vedo sbafare a quattro ganasce ciò che al momento non posso ancora mangiare.

Ingredienti (per 4 persone) : spaghetti 400 gr. (io uso i Garofalo), 8 filetti di acciuga sott’olio, 2 spicchi d’aglio, 40 capperi sotto sale, 20 olive taggiasche denocciolate, pomodori pelati 400 gr., 4/5 cucchiai di olio evo, pepe nero q.b., peperoncino facoltativo.

Preparazione : in un tegame mettere l’olio, l’aglio privato del germoglio interno e tritato insieme alle acciughe e far rosolare a fuoco bassissimo per circa 5 minuti in modo che le acciughe si sciolgano.
Aggiungere i pomodori pelati, mescolare in modo che i pomodori si rompano in piccoli pezzetti e cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo mettere a cuocere in abbondante acqua salata gli spaghetti.
Tritare grossolanamente la metà dei capperi con un coltello.
Quando mancano un paio di minuti alla cottura della pasta scolarla e conservare circa un bicchiere d’acqua di cottura.
Mettere la pasta nel tegame, aggiungere i capperi, sia tritati che interi, le olive e mantecare per bene aggiungendo un po’ di acqua di cottura e continuare a saltare.
Quando gli spaghetti saranno cotti servirli nei piatti con una macinata di pepe e un filo d’olio evo.

Buon appetito.