Il vero fascismo non è prendere a manganellate chi la pensa diversamente. Il vero fascismo è la normanità dell'odio; tanto normale da non sembrare nemmeno più odio ma solo un'opinione come un'altra. In questo l'Italia è rimasta un paese fascista.


lunedì 13 agosto 2012

French carrozza

L'ho chiamato "French carrozza" perché è un ibrido tra il French toast e la mozzarella in carrozza.
 

Ingredienti (per 4 persone) : 4 uova intere, latte 180ml., 8 fette di pane per tramezzini (quello bianco senza crosta), senape di Digione forte, prosciutto cotto affumicato 120gr., 8 fette di formaggio edammer, cornflakes q.b., burro 30gr., sale e pepe.

Preparazione : preriscaldare il forno a 180°.
In una bastardella sbattere le uova, il latte, il sale, il pepe e tenere da parte.
Spalmare la senape su un lato di 4 delle fette di pane, sovrapporre una fetta di formaggio poi il prosciutto e ancora il formaggio quindi coprire con le altre 4 fette di pane.
Porre i toast in una pirofila e irrorarli con le uova sbattute, girarli e poi panarli nei cornflakes tritati grossolanamente.
In una grande padella antiaderente fate sciogliere il burro quindi rosolate i toast circa un minuto per lato. Una volta dorati porli in una teglia e infornarli per circa dieci minuti, a metà del tempo girarli. Quando si saranno leggermente gonfiati sono pronti.

Buon appetito.

sabato 11 agosto 2012

Bramantino a Milano



Sfidando la canicola milanese, ieri pomeriggio ho visitato, presso la Sala del Tesoro e la Sala della Balla del Castello Sforzesco, la mostra dedicata a Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino.

La mostra è autoprodotta dal Comune di Milano e rientra in un più vasto progetto di rivalutazione e divulgazione dell’importante e corposo patrimonio artistico e culturale milanese.
Come la mostra Addio Anni ’70 anche questa sul Bramantino è gratis e in un momento così buio e incerto per il Paese è veramente con grande piacere che si apprezza questo genere di iniziativa che si era completamente perduto durante i cinque anni della sciagurata gestione Moratti.

La sede sforzesca, oltre a essere sempre particolarmente suggestiva, era anche l’unica possibile a ospitare la mostra per la presenza di due gruppi di opere praticamente non spostabili: l’affresco che raffigura Argo, il mitologico guardiano, nella Sala del Tesoro e la serie di dodici arazzi che rappresentano i mesi dell’anno, eseguiti da tale Maestro Benedetto su disegni del Bramantino, le cui dimensioni – circa 5 metri per lato – ne rendono molto difficile il trasloco dalla Sala della Balla ad altre sedi.
Le altre opere esposte, tutte a carattere religioso, provengono esclusivamente da sedi del patrimonio artistico cittadino come la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Ambrosiana e solo un’opera, un San Sebastiano, proviene da una collezione privata.

È un’esposizione semplice, senza sfarzo né fronzoli, a riprova che se c’è la sostanza per organizzare un evento di sicuro interesse e valore non occorrono fiocchi e lustrini ma solamente mettere in funzione i neuroni e rimboccarsi le maniche.

Tutte le opere esposte più altre ancora sono contenute nell'interessante e molto ben realizzato catalogo pubblicato per l'occasione.
Bramantino a Milano è visitabile fino al 25 settembre 2012 dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:30, l’ultimo ingresso è alle 17:00.

Buona visita.

venerdì 3 agosto 2012

Parmigiana veloce-veloce

ecco il mio pranzo di oggi, slurp...!


Ingredienti : melanzane al forno, pomodori confit, scamorza, filetti d'acciuga sott'olio, olive taggiasche.

Preparazione : ho fiducia nel vostro intuito...


Buon appetito.   

giovedì 2 agosto 2012

Bologna, 2 agosto 1980 - 2 agosto 2012


Mentre ogni anno che passa il ricordo tende sempre più ad affievolirsi, ma serebbe meglio dire che viene artatamente fatto affievolire, i dieci piani di morbidezza di via Negri (il Giornale) ricordano il 32° anniversario della strage della stazione di Bologna attraverso la lettera di chi è stato condannato all'ergastolo (ma vive in regime di semi libertà) per aver commesso l'attentato, Giuseppe Valerio Fioravanti.

Una vera vergogna che solo un Paese semi civile come l'Italia può permettere e sopportare!

mercoledì 25 luglio 2012

Tindersticks @ Villa Arconati, Castellazzo di Bollate



È difficile catalogare la musica dei Tindersticks. Indie rock? Chamber pop? Un bel “chissenefrega” e passa la paura. Mi piacciono e questo mi basta.

Ultimo concerto quello di ieri sera prima di partire per un po’ di vacanze, spero migliori di quelle dello scorso anno.

Atmosfera rilassata, quasi conviviale, circa 600 posti a sedere che verranno velocemente occupati dal pubblico che assisterà al concerto in attento e rispettoso, quasi religioso, silenzio.

Il sestetto di Nottingham si presenta sul palco alle 21:30 e per 90 minuti suonerà attingendo molto dall’ultimo album, The Something Rain, pubblicato lo scorso febbraio.
I brani che mi sono piaciuti di più sono stati Chocolate, evocativa e toccante musicalmente quanto bizzarra nel testo con finale a sorprea, Medicine, come bis, una versione dilatata e commovente della strumentale Goodbye Joe a chiudere l’esibizione e l'immensa Show Me Everything, il brano più bello dell'ultimo album, nel mezzo tante altre belle canzoni malinconicamente delicate e avvolgenti come il golf a cui si è più affezionati.

I Tindersticks sono il classico gruppo che mi piacerebbe trovare sempre presso il pub vicino a casa: pinta di birra, concerto e poi a dormire felice come un bambino.

Aloha.

martedì 24 luglio 2012

Patti Smith @ Villa Arconati, Castellazzo di Bollate



Sinceramente non so cosa scrivere, ho visto Patti Smith talmente tante volte che le parole le ho esaurite praticamente tutte.

Nulla da dire sulla sua professionalità e sull’impegno che Patti profonde nelle sue performance ma le 66 primavere di una vita vissuta intensamente iniziano a farsi sentire anche per lei a partire dall’oculata scelta dei brani della setlist.
Già, perché se l'artista di Chicago vuole chiudere con il doppio botto, Gloria e Rock ‘n’ Roll Nigger, deve obbligatoriamente risparmiarsi in precedenza ripiegando su brani molto tranquilli come We Three, Peaceable Kingdom et similia, affidarsi a una versione recitata di People Have The Power e prendere un po’ di fiato durante il medley Night Time/(We Ain’t Got) Nothin’ Yet/Born To Lose/Pushin’ Too Hard affidato all’immarcescibile Lenny Kaye.

Tutto sommato un buon concerto, sicuramente meglio di quello tenuto insieme a La casa del Vento ma decisamente inferiore a quello parigino del gennaio 2011 alla Salle Pleyel.

Nota veramente stonata le famigliole con bambini nei passeggini che davano una patina nazionalpopolare da sagra di paese di cui non si sentiva proprio il bisogno.

Aloha.

Setlist:
- Redondo Beach
- Dancing Barefoot
- April Fool
- Fuji San
- This Is The Girl
- Ghost Dance
- Distant Fingers
- Beneath The Southern Cross
- Medley: Night Time/(We Ain’t Got) Nothin’ Yet/Born To Lose/Pushin’ Too Hard
- We Three
- Nine
- Pissing In A River
- Because The Night
- Peaceable Kingdom
- People Have The Power (spoken)
- Gloria
Encore:
- Banga
- Rock ‘n’ Roll Nigger

sabato 21 luglio 2012

Joan as Police Woman @ Villa Simonetta, Milano



Joan Wasser non delude mai!

Nella rinascimentale cornice di Villa Simonetta, attualmente sede della Civica Scuola di Musica, ieri sera si è potuto assistere a uno dei migliori concerti della cantante newyorkese.

Cappello di paglia blu, t-shirt nera senza maniche raffigurante la copertina di Loaded dei Velvet Underground, cargo scuri e un paio di improbabili scarpe bianche con il tacco, così si presenta alle 21:30 sul palco una sorridente e caricata Joan.
L’avvio è affidato a un brano nuovo Stay, soul/funk rivisitato nel suo personalissimo stile.
A seguire Run For Love (in una versione che sembra interpretata da Isaac Hayes sotto Lsd), Kiss The Specifics, The Magic, Flash (in un nuovo e sofferto arrangiamento), Christobel, Chemmie e molti altri ancora.
A metà esibizione nuovo inedito, Morning Bell, brano complesso, jazzatissimo, uno dei migliori.
A chiudere, come bis, un altro inedito, anzi “Questo pezzo lo suoniamo dal vivo per la prima volta questa sera” annuncia Joan, What The World, una lunga cavalcata in stile Neil Young eseguita sotto le prime gocce di un temporale estivo che non ha permesso ulteriori esecuzioni. A me è la canzone che è piaciuta di più.
Sono mancati all’appello due suoi cavalli di battaglia, Save Me e la bowiana Sweet Thing ma sono state egregiamente compensate dalle nuove canzoni.
90 minuti di concerto volati via in un soffio.

Come sempre Joan si è dimostrata all’altezza della situazione con la sua comunicatività, scherzando con il pubblico - “Is the stage on fire?” esclama ridendo quando la macchina del fumo viene inaspettatamente accesa - ed empatia merito anche di un’atmosfera molto rilassata, più da serata tra amici che di concerto ingessato. Sembra anche molto migliorata a livello chitarristico.
A sostenerla i fidati e inseparabili Parker Kindred  alla batteria e Tyler Wood alle tastiere.

Aloha.

martedì 17 luglio 2012

Le luci di New York di Saul Leiter @ Fondazione FORMA, Milano



Che bello poter visitare un’esposizione di mattina, sembra che lo spazio sia aperto solo per te. E’ una soddisfazione, quasi un piacere, impagabile.

La Fondazione FORMA è forse il più bello spazio espositivo che Milano offre per mostre fotografiche: grande, ben disegnato, arioso e luminoso.
Anche esposizioni modeste acquistano molto più fascino se presentate nell’ex deposito dell’ATM in Piazza Tito Lucrezio Caro.

Attualmente sono visitabili, fino al 16 settembre e al modico prezzo di 7,50 €uro sconti esclusi, due personali: Le luci di New York di Saul Leiter e Zingari di Josef Koudelka. Troppo piccola la prima, troppo grande la seconda.

Leiter è un arzillo ottantanovenne originario di Pittsburgh ma residente a New York da eoni e ancora in attività.
Nel corso della sua carriera ha lavorato per tantissime riviste tra cui: Harper’s Bazaar, Esquire, Life, Vogue, Elle.
Una delle passioni di Leiter è quella di fotografare la quotidianità di New York cogliendo, spesso attraverso inquadrature inusuali, persone, oggetti e situazioni del suo quartiere.
Molto belle le foto di New York innevata scattate attorno agli anni ’50. Alcune sono prese attraverso i vetri appannati di negozi, altre direttamente in strada. Interessantissimo il suo uso delle immagini riflesse in vetrine e specchi. I suoi nudi non sono mai banali né morbosi ma molto solari e naturali.
Bellissime la foto di John Coltrane in un fumoso locale newyorkese e quella della figlia quattrenne di un suo amico, Joanna.

Zingari è un importante reportage realizzato in Romania nel 1967 da Josef Koudelka, ingegnere aeronautico ceco da sempre prestato alla fotografia.
Scatti rigorosamente in bianco e nero di grande impatto ma oltre 100 foto monotematiche a me hanno sinceramente un po’ annoiato.

Due mostre, soprattutto quella di Leiter, che vale la pena visitare.

Aloha.

lunedì 16 luglio 2012

Bye bye, Mr. Lord


Jon Douglas Lord
(Leicester, 9 giugno 1941 - Londra, 16 luglio 2012)


R.i.p.

domenica 15 luglio 2012

Addio anni ’70 @ Palazzo Reale, Milano e “Antica focacceria S. Francesco”



La Milano degli anni ’70 è spesso rappresentata e ricordata dalla foto di un dimostrante di Autonomia Operaia con il passamontagna, solo, in mezzo a via De Amicis, con le gambe divaricate e le braccia tese a impugnare con tutte e due le mani una pistola puntata verso la polizia. Era il 14 maggio 1977 e nel corso di quella sparatoria venne assassinato un agente di polizia, io non avevo ancora 18 anni e gli anni ’70, nel bene e nel male, li ho vissuti tutti.

Per fortuna Milano non era solo la città degli omicidi, delle stragi, delle ammorbanti manifestazioni del sabato pomeriggio che se andava bene paralizzavano il centro città e se andava male lo mettevano a ferro e fuoco, dove se eri abbigliato in un modo piuttosto che in un altro rischiavi le sprangate dai comunisti o le coltellate dai fascisti.

Milano era una città culturalmente vivissima con concerti musicali di ogni genere (da Frank Zappa al Velodromo Vigorelli nel ’74 alla delirante Sesta edizione della Festa del Proletariato Giovanile nel ’76 a John Cage al Teatro Lirico nel ’77, ho avuto la fortuna di essere presente a tutti e tre gli eventi), con le numerose gallerie d’arte come quelle di Massimo Valsecchi o Carla Pellegrini che animavano via Manzoni, con le prime sfilate di moda di un giovane di belle speranze chiamato Giorgio Armani, con le splendide fotografie di Carla Cerati che ne immortalava la mondanità e le celeberrime “Verifiche” di Ugo Mulas, con l’artista bulgaro naturalizzato americano Christo che nel 1970 impacchettò la statua di Vittorio Emanuele II in Piazza del Duomo.
Questa Milano, e molto altro ancora, è quella che si può vedere a Palazzo Reale fino al prossimo 2 settembre.

La mostra che raccoglie, tra le altre, opere di Arnaldo Pomodoro, Luciano Fabro, Nanni Balestrini e i già citati Christo, Carla Cerati, Ugo Mulas, filmati di rappresentazioni teatrali o performance e registrazioni audio è, purtroppo, organizzata in modo abbastanza abborracciato e caotico con pochissime didascalie e nessuna spiegazione, senza un apparente filo logico tanto da mandare in confusione anche il più preparato e volenteroso dei visitatori.
La mostra è stata autoprodotta dal Comune di Milano e si può capire che l’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia volesse dare un segnale forte alla città portata al coma culturale dalle amministrazioni targate Formentini/Albertini/Moratti ma si poteva fare decisamente meglio oltre a non far pagare il biglietto d’ingresso.

Dopo la visita mi hanno portato a cena in un locale di specialità siciliane la "Antica focacceria S.Francesco" al n.15 di via San Paolo.

Ho mangiato una buonissima focaccia maritata (milza, ricotta e provolone), un’ottima caponata il tutto innaffiato con un robusto insolia della Cantina Cusumano, una granita al limone con brioche e un caffè, il tutto a miserabili 17,00 €uro a cranio. Ottimo passito offerto dalla casa.

Riassumendo: cibo eccellente con ottimo rapporto qualità/prezzo, luogo carino anche se un po' lezioso, servizio veloce e professionale (c'è una giovane cameriera carinissima).

Se siete da quelle parti ve lo consiglio ma abbiate cura di prenotare ché noi abbiamo fatto un po' fatica a farci dare un tavolo senza aver riservato.

Aloha.